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Ossidianabike mtb Marrubiu

il monte arci

Il monte arci  

tratto da : wikipedia

 

l Monte Arci è un massiccio isolato che si erge nella piana di Uras nella pianura del Campidano in Sardegna. L'altitudine massima è di metri 812.

Le sue vette sono tre torrioni basaltici di origine vulcanica "Sa Trebina Longa" (m.812) , "Sa Trebina Lada" (m.703) e "Su Corongiu de Sizoa" (m.463). Queste tre vette rocciose formano una specie di treppiede da cui deriva il nome di "Sa trebina".

Il mantello di Monte Arci è formato da colate di lava basaltica mentre la sua ossatura è di trachite.

Il Monte Arci è stato importantissimo nella storia della Sardegna e specificamente nella sua storia mineraria preistorica per via dell'ossidiana, molto abbondante nelle sue falde. L'ossidiana risultava più idonea della selce per fabbricare armi e utensili. Questo vetro vulcanico ha contribuito a far nascere e crescere i primi commerci oltremarini della Sardegna, che hanno portato contatti con popoli lontani, utili al formarsi di una notevole civiltà.

Nel paese di Pau si può visitare il Museo dell'Ossidiana.

Inoltre nel Monte Arci sono presenti cave di perlite.

È presente una centrale elettrica di energia eolica, non attualmente in funzione.

Nel territorio di Morgongiori si possono vedere i cavallini della Giara.

I comuni che gravitano alla falde del Monte Arci sono Ales, Marrubiu, Masullas, Morgongiori, Palmas Arborea, Pau, Santa Giusta, Siris, Usellus, Villaurbana, Villa Verde.

 

Parco di Monte Arci  

(tratto da : www. ilportalesardo.it)

Il Massiccio del Monte Arci può essere raggiunto da Morgongiori, Ales o Pau, a seconda della zona che si intende visitare. Questa formazione vulcanica presenta le cime spoglie di vegetazione, che però è rigogliosa sui costoni a ovest e a nord. I boschi sono costituiti prevalentemente da lecci e molte varietà di piante di sottobosco.
Monte Arci
Le cime di Trebina Longa e Trebina Lada
Monte Arci
Bosco di Sennisceddu
La particolarità del massiccio del Monte Arci è quella di avere ricchi giacimenti di ossidiana, dovuti chiaramente alla sua origine vulcanica. L' abbondanza di questo vetro vulcanico, che viene spesso definito l'oro nero della preistoria, ha rappresentato fin dalle epoche più remote una straordinaria risorsa economica per le popolazioni locali. Numerose sono le testimonianze connesse alle cave di estrazione ad antichissimi laboratori artigianali (le tracce di frequentazione più antiche risalgono almeno al 6000 a.C.), nei quali il prezioso vetro vulcanico veniva lavorato per ricavarne coltelli, punte di frecce, asce, specchi ed altro ancora. L'ossidiana del Monte Arci è stata ritrovata in moltissimi siti in tutto il Mediterraneo, a testimoniare l'esistenza di un florido commercio che prevedeva l'esportazione del materiale via mare, probabilmente dal vicino Golfo di Oristano, dove recenti ricerche nella zona dello stagno di Marceddì sembrano confermare l'esistenza di un porto preistorico.

L'abbondanza di ossidiana è visibile ancora oggi, specialmente nel versante appartenente al territorio di Pau. Dal paese, seguendo le indicazioni, si può raggiungere rapidamente la zona di Sennisceddu, dove si trovano anche un ristorante e il campeggio. In questa zona si trovano vasti affioramenti di ossidiana, e in particolare la cossiddetta Scaba Crobina, un sentiero il cui fondo è formato quasi interamente da pezzi di ossidiana.
Cascate del Rio Salonis
Cascatelle del Rio Salonis
La via dell'ossidiana
La via dell'ossidiana
Le cime più alte del Monte, chiamate Trebina Longa (812 m slm) e Trebina Lada (795 m slm) si possono invece raggiungere da Morgongiori, tramite una comoda strada che parte dal centro del paese, dove si trovano anche le indicazioni, e che porta direttamente sulla sommità del massiccio con un percorso di 5,5 km. Lungo la strada si costeggia la bella pineta di Is Benas, poco dopo la quale si incontra un bivio: proseguendo sulla strada principale si arriva alle due Trebine, mentre se si gira a destra, seguendo l'indicazione Rio Salonis, si giunge ad uno spiazzo dove si può parcheggiare la macchina e proseguire a piedi, lungo un largo sentiero che attraversa un bosco di lecci e che porta alle cascate del Rio Salonis, raggiungibili con una passeggiata di circa 20 minuti. Le cascate sono formate da una serie di piccoli salti che danno quasi l'impressione che l'acqua scenda da una gradinata. Lo scenario è reso particolarmente suggestivo dallo splendido bosco e dai massi interamente ricoperti di muschio sui quali scorre l'acqua
 

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